Trusted Codes
BlogOttobre 20264 min di letturaENDEESFRITNL

INTERPOL consiglia una parola d’ordine. Eccone una che cambia da sola.

La nuova campagna di INTERPOL contro i deepfake dà il consiglio giusto. Una parola d’ordine che non cambia mai ha un punto debole.

Il 19 ottobre 2026 INTERPOL ha avviato una campagna pubblica contro le truffe che usano volti e voci generati dall’IA. La campagna comprende tre brevi video. Ognuno mostra una chiamata o un messaggio di una persona di cui ci si fida, e ognuno termina con la stessa domanda: vero o deepfake?

Premendo riproduci, il video viene caricato da YouTube (Google). Google riceve allora il suo indirizzo IP. Privacy

Che cosa consiglia INTERPOL alle famiglie

Il consiglio ai privati è breve: restare diffidenti, verificare ogni richiesta attraverso un canale già noto, attivare l’autenticazione a due fattori e concordare una parola d’ordine di famiglia.

La parola d’ordine è l’idea giusta. Una voce copiata può sembrare esattamente quella di sua figlia. Non può conoscere una parola che conosce solo la sua famiglia.

Dove fallisce una parola d’ordine fissa

Una parola d’ordine che non cambia mai ha un punto debole: una volta svelata, resta svelata.

  • Viene detta ad alta voce in una chiamata che qualcun altro può sentire o registrare.
  • È scritta nella chat di famiglia, e proprio quell’account viene violato.
  • Viene rivelata una volta, sotto pressione, a chi sembra convincente.

Da quel momento la parola non protegge più nessuno, e nessuno sa che è persa. La chiamata successiva con la parola giusta è quella a cui si crede di più.

Una parola d’ordine che cambia da sola

Trusted Codes dà a lei e a ogni contatto tre parole condivise. Cambiano a intervalli fissi, su entrambi i telefoni, anche senza rete. Quando una chiamata le sembra strana, faccia una domanda: «Quali sono le nostre parole?» Una voce copiata non può rispondere. Le parole che un truffatore ha sentito ieri oggi non valgono più nulla.

La stessa verifica funziona in azienda

INTERPOL consiglia alle aziende di verificare ogni pagamento più di una volta e di confermare di persona gli importi elevati. Il secondo video mostra perché: il direttore in videochiamata sembra vero e ha una voce vera.

Premendo riproduci, il video viene caricato da YouTube (Google). Google riceve allora il suo indirizzo IP. Privacy

Con Trusted Codes, la dipendente chiede il codice attuale del direttore prima di ogni bonifico. Un deepfake non ha un telefono che lo mostri.

I segnali d’allarme indicati da INTERPOL

  • un contatto che non si aspettava
  • pressione ad agire in fretta
  • pressione emotiva o richiesta di segretezza
  • metodi di pagamento insoliti: bonifico, criptovalute, carte regalo

Appena ne nota uno, si fermi e chieda il codice. Se ha già pagato, chiami subito la sua banca e la polizia.

Fonte: INTERPOL, "INTERPOL launches public awareness campaign highlighting risk of AI deepfake scams", 19 ottobre 2026.

Una parola d’ordine che cambia da sola

Trusted Codes dà a lei e ai suoi contatti tre parole condivise che cambiano a intervalli fissi. Funziona su ogni canale e basta una domanda.